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In questa sezione sono pubblicate le notizie reperite in rete sulle tematiche correlate agli alimenti e alla salute

Latte e formaggi, in vigore l'obbligo dell'origine in etichetta: se ne parlerà al convegno "Alimenti e Salute, è anche una questione di etichetta"

Dal 19 aprile è in vigore l'obbligo dell'etichetta d'origine per latte, formaggi, yogurt e altri derivati, prevista dal decreto firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.15 del 19 gennaio 2017.

Di questo argomento e di vari aspetti legati all'etichettatura del latte e prodotti a base di latte, se ne parlerà il 28 Aprile presso la Camera di Commercio di Modena al convegno "Alimenti e Salute, è anche una questione di etichetta": seminario sull'etichettatura del latte e prodotti a base di latte promosso e organizzato dall'Assessorato Politiche per la Salute e Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia Romagna. In questa occasione verrà presentata la nuova sezione del sito Alimenti e Salute dedicata all'etichettatura alimentare; ai presenti verrà spiegato come accedere all'area riservata del sito. 

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Residui di pesticidi negli alimenti: ancora basso il rischio per i consumatori

Gli alimenti consumati nell'Unione europea continuano a essere in gran parte privi di residui di pesticidi oppure contengono residui che rientrano nei limiti di legge. Per i prodotti provenienti da Paesi dell'UE e del SEE, i limiti di legge sono stati superati nell’1,7% dei campioni, con un lieve incremento rispetto all’anno precedente (dall’1,6%). Tra i campioni di alimenti per lattanti e bambini, il 96,5% era privo di residui oppure i residui rientravano nei limiti di legge. Per quanto riguarda gli alimenti biologici, il 99,3% era privo di residui o conteneva residui nei limiti di legge.

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Percezione dei rischi associati alla resistenza agli antimicrobici

Contrastare l'antbiotico resistenza nell'allevamento animale e il suo impatto sulla salute pubblica è la priorità dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare e altre autorità per la salute pubblica in Europa. E' stato pubblicato un studio (riassunto in breve nell'opuscolo) che rappresenta un contributo dello sforzo congiunto di EFSA e le autorità degli Stati membri Europei per gestire la problematica. Incentrando l'attenzione sul settore dell'allevamento Europeo, lo studio documenta le percezioni del rischio dell'antibiotico resistenza, comportamenti associati e le ragioni e le motivazioni al riguardo dei consumatori, medici veterinari e degli allevatori (di suini e avicoli) di un campione di paesi europei. Questi  sono stati intervistati usando sondaggi online e interviste. L'evidenza ottenuta può informare le strategie di comunicazione a livello nazionale ed europeo per accrescere la consapevolezza e cercare di modificare comportamenti in relazione all'uso di antibiotici nell'allevamento animale e l'impatto di questi sulla salute pubblica. Leggi i risultati.

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Rischi ambientali e sanitari dell’utilizzo di antimicrobici in apicoltura

E' stato pubblicato sul portale del Ministero della Salute il testo del parere sul rischio ambientale, sanitario e di sicurezza alimentare legato all’utilizzo di farmaci contenenti antibiotici destinati alla terapia di malattie nelle api del Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare incaricato dal Ministero della Salute. La valutazione, che scaturisce da una richiesta specifica che la FNOVI (Federazione nazionale degli ordini dei veterinari), in qualità di promotrice di una campagna di sensibilizzazione contro l’utilizzo di antimicrobici in apicoltura, ha rivolto alla Ministero della Salute, conclude che: "Attualmente non si dispone di elementi e dati scientifici sufficienti per valutare quanto l’eventuale presenza di residui di antibiotici nel miele possa realmente contribuire ad una pressione selettiva per fattori di resistenza in batteri commensali dell’intestino umano; altresì, i dati disponibili sono insufficienti per esprimere un parere esaustivo di valutazione del rischio ambientale, sanitario e di sicurezza alimentare legato all’utilizzo di farmaci contenenti antibiotici in apicoltura".

 

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Umbria ufficialmente indenne da Tubercolosi Bovina

Il Comitato veterinario permanente (Standing Committee for plants, animals, food and feed) ha approvato, nell’ultima riunione della sezione Salute e benessere animale, la Decisione di esecuzione che riconosce lo status di regione ufficialmente indenne per Tubercolosi bovina dell’Umbria.

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Due prosciutti su tre prodotti da suini importati

Due prosciutti su tre consumati in Italia sono prodotti con maiali stranieri, senza che il consumatore lo sappia. E’ quanto emerge da un’analisi Anas su dati Istat, secondo la quale nel 2016 gli arrivi in Italia (incluse le cosce importate con le carcasse/mezzene) sono stati di  circa 59,5 milioni di pezzi, a fronte di una produzione nazionale intorno ai 21,4 milioni di unità.   Il consumo nazionale ammonta a oltre 70 milioni di pezzi, mentre sono circa 10,6 milioni le cosce esportate. Numeri su cui pesa senza dubbio il problema della perdurante mancanza di trasparenza che danneggia la produzione nazionale calata del 4,7% e fa calare i prezzi pagati agli allevatori.  Da qui la necessità di arrivare all’obbligo dell’etichetta d’origine anche per i salumi, concludendo il percorso che, grazie all’impegno della Coldiretti,  ha tolto dall’anonimato circa i due terzi della spesa degli italiani. Aumentano, invece,  le esportazioni dei prosciutti lavorati: con +3,5% per prosciutti crudi e speck e +13,8% per i prosciutti cotti.

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Studio italiano sulla valutazione dell'etichettatura del kebab

Una ricerca italiana svolto da alcuni rappresentatnti dei servizi veterinari della provincia di Modena in collaborazione con l'Università di Bologna e pubblicata sull'Italian Journal of Food Safety, ha valutato se i Döner kebab venduti in Italia osservano i requisiti legislativi del Regolamento (EU) No 1169/2011 parallelamente ai requisti del Regolamento (EC) 853/2004 per le preparazioni a base di carne. I risultati dimostrano che tra gli additivi comunemente usati nel Döner kebab, è incluso anche l'E621 (glutammato monosodico). L'utilizzo di tale additivo non è autorizzato nelle preparazioni a base di carne. Le etichette dei kebab mostravano sistematiche carenze sia legate alla composizione degli alimenti, sia su aspetti relativi alla sicurezza del consumatore, ad esempio per la mancanza di informazioni contenenti la presenza di allergeni. 

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