Ministero della Salute: "Posti di controllo frontalieri e uffici veterinari per gli adempimenti comunitari 2021"

I Posti di Controllo Frontalieri (P.C.F.) sono Uffici veterinari periferici del Ministero della Salute che, dal dicembre 2019, con l’adozione del regolamento (UE) 2017/625 sui controlli ufficiali hanno sostituito i Posti d’Ispezione Frontalieri (PIF).

Nel 2021 sono state importate sul territorio italiano, attraverso P.C.F. italiani, 41.870 partite di animali, prodotti di origine animale e mangimi di origine animale da oltre 100 Paesi terzi con un incremento del +12,7% rispetto all’anno precedente. Valore nettamente contrario al decremento registrato nell’anno precedente (-22,03%) in cui la causa principale era da imputare alle difficoltà a livello mondiale dovute alla pandemia da COVID-19. Nel grafico sottostante viene visualizzata l’evoluzione delle importazioni attraverso i Posti di Controllo Frontalieri (ex PIF) nazionali negli ultimi anni.

Nel 2021 gli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (U.V.A.C.) hanno svolto una preziosa opera di coordinamento dell’attività di vigilanza e controllo veterinario sulle partite di animali e merci provenienti dagli altri Stati membri dell’Unione europea. Il numero di operatori registrati (35.892) è diminuito dell’8,6% rispetto al 2020. E’ importante sottolineare che dal 1996 il numero di operatori registrati (9.981) è comunque aumentato del 260% a testimonianza di un continuo incremento del volume dei traffici intra-UE e di una progressiva maggiore responsabilizzazione da parte degli operatori ottenuta anche grazie all’incisiva azione di controllo di U.V.A.C. e AA.SS.LL. All’aumento del numero di operatori registrati ha in buona parte contribuito anche l’allargamento progressivo dell’UE.

Sono state sottoposte a controllo documentale e fisico 7.144 partite (0,29% del totale) e 3.349 di esse sono state sottoposte a controlli di laboratorio. Il controllo veterinario ha portato al respingimento/distruzione di 26 partite di merci potenzialmente pericolose per la salute del consumatore o per la salute degli animali. Più in particolare si è trattato di 9 partite di prodotti ittici e 6 di carni di pollame. Ove possibile e laddove le irregolarità erano meno gravi (es. certificati o documenti commerciali incompleti, identificazione degli animali non corretta), si è invece provveduto alla regolarizzazione della situazione (4 partite).

L’attività degli Uffici, in particolare nel campo della sanità animale, è stata quella di monitorare le introduzioni di animali vivi da quei Paesi membri nei quali si sono registrati nuovi focolai di malattie infettive. Inoltre, a seguito delle varie emergenze di sanità pubblica, gli U.V.A.C. hanno continuato a svolgere il consueto importante ruolo di gestione dei controlli sanitari sulle merci potenzialmente coinvolte, in stretto coordinamento con le Autorità centrali e locali competenti.

Il sistema informativo comunitario TRACES (TRAde Control and Expert System) utilizzato a partire dal 1° gennaio del 2005 per la gestione degli scambi intracomunitari di animali vivi e di alcuni prodotti di origine animale è stato dismesso in via definitiva il 6 novembre 2021 ed è stato sostituito a partire dal 7 novembre 2021 dal nuovo sistema informativo comunitario TRACES NT.

La necessità di gestire le informazioni relative agli scambi intracomunitari anche con il sistema Nazionale SINTESIS (modulo Scambi), si conferma anche per l’anno 2021, visto che tale Sistema costituisce, anche alla luce delle novità introdotte con il sistema TRACES, l’unico punto di riferimento per la registrazione degli operatori e per la gestione delle partite di provenienza intra-UE a loro destinate, soprattutto per ciò che riguarda i prodotti di origine animale.

 

Data di pubblicazione: 
05/09/2022
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