PSA: Peste Suina Africana

 

I TEMI TRATTATI IN QUESTA SEZIONE DEDICATA ALLA PSA:

  1. La Peste suina africana in breve
  2. Come si trasmette agli animali
  3. Come prevenirla
  4. Piano di sorveglianza Nazionale e manuali operativi
  5. Sorveglianza Regione Emilia Romagna
  6. Presentazioni e materiali di approfondimento
  7. Come si combatte la malattia
  8. Brochure e materiale informativo

 

      CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE:

    "Peste Suina Africana: la Regione Emilia-Romagna attiva un servizio telefonico"

    Materiale per la stampa: locandina e brochure

 

1. La peste suina africana in breve

La peste suina africana (PSA) è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce esclusivamente suini e cinghiali, con letalità che possono arrivare al 90%. La malattia non si trasmette all’uomo.

Perché è importante

Non esiste cura nè vaccino, è difficile contenere la sua diffusione che provoca effetti devastanti sul patrimonio zootecnico, sul settore della lavorazione delle carni (es. produzione di salumi). La gravità della malattia, la capacità dell’infezione di diffondersi rapidamente fanno sì che i paesi interessati o loro regioni siano soggetti a forti restrizioni commerciali di animali e prodotti per evitare la diffusione dell’infezione.

Diffusione

La malattia, originaria dell’Africa Sub-Sahariana, ha fatto il suo ingresso in Sardegna nel 1978 dove è rimasta confinata fino ad oggi. Più recentemente nel 2007 dal continente africano un sierotipo più aggressivo della malattia si è diffuso prima in Asia e poi nei paesi dell’Europa orientale, avvicinandosi progressivamente verso l’Italia.

Rischio di introduzione della PSA in Italia

Considerata l’attuale situazione epidemiologica in continua evoluzione, il rischio d’ingresso della malattia sul territorio italiano, per continuità geografica attraverso movimenti di popolazioni infette di cinghiale non è trascurabile. Preoccupante è anche il rischio di salti geografici della malattia legati al “fattore umano”, responsabile della sua diffusione su lunghe distanze, come recentemente avvenuto nella Repubblica Ceca e in Belgio.

Un elemento cruciale per riuscire a contenere la malattia una volta entrata in un paese è la rapida identificazione dell’infezione nelle popolazioni animali, possibile solo con un attento sistema di sorveglianza. In considerazione dell’elevatissima letalità della malattia, in un territorio indenne, la sorveglianza ritenuta più precoce per rilevare l’ingresso dell’infezione è quella condotta su suidi domestici e selvatici deceduti.

 Link dati epidemiologici nazionali e internazionali - Diffusione PSA

 

2. Come si trasmette agli animali

Le modalità di trasmissione dell’infezione sono legate all’elevata resistenza del virus nell’ambiente. Gli animali si possono infettare oltre che per contatto con animali infetti, anche per ingestione di carni o prodotti a base di carne contaminati (per es. scarti di cucina) o per contatto con oggetti come veicoli, attrezzature agricole, attrezzi da caccia, abbigliamento, ecc.

L’uomo non si infetta ma può veicolare passivamente il virus agli animali.

Come si manifesta negli animali

La malattia si può manifestare con morte improvvisa senza sintomi o con la comparsa di febbre elevata, perdita di appetito, emorragie cutanee localizzate in particolare alle estremità degli arti, alle orecchie e degli organi interni. Per le specie colpite la letalità raggiunge quasi il 100%.

 Link utile:

 

3. Come prevenirla

Non esiste alcun trattamento o vaccino.

Nei paesi in cui la malattia non è presente la prevenzione si basa principalmente su rigide politiche di importazione. Quando il rischio di introduzione della malattia è ritenuto elevato, possono essere bloccate le importazioni di suini vivi e prodotti a base di carne di maiale o cinghiale. In ogni caso deve essere sempre garantito il controllo veterinario alle frontiere e il corretto smaltimento dei rifiuti alimentari da aerei, navi o veicoli provenienti da paesi infetti.

Link utili:

 

4. Piano di sorveglianza Nazionale e manuali operativi

Nella situazione epidemiologica attuale, è necessario implementare le misure di sorveglianza passiva per permettere una pronta risposta (early detection) in caso di comparsa della malattia sul territorio nazionale continentale. Per questo motivo, il Piano si pone l’obiettivo generale di proteggere il patrimonio suinicolo nazionale da eventuali incursioni del virus attraverso i seguenti cinque punti:

  • Sorveglianza passiva nelle popolazioni di cinghiali
  • Sorveglianza passiva negli allevamenti di suini
  • Controllo numerico della popolazione di cinghiali
  • Verifica dei livelli di applicazione delle misure di biosicurezza
  • Formazione ed informazione degli stakeholders

Le attività di sorveglianza passiva nei selvatici si esplicano sottoponendo a campionamento ogni cinghiale rinvenuto morto o incidentato o abbattuto in condizioni particolari. Contestualmente, è necessario sottoporre a sorveglianza anche il settore suinicolo domestico, garantendo almeno due campionamenti settimanali per regione di capi morti negli allevamenti selezionati secondo i criteri di rischio indicati dal Piano. In questa fase, è indispensabile innalzare il livello di allerta sia nel caso di cinghiali rinvenuti morti sia nel caso di allevamenti suini, ed elaborare il sospetto di malattia in tutti i casi opportuni. E’ prevista la possibilità di adottare misure di contenimento della popolazione di cinghiali. Negli allevamenti, l’applicazione delle misure di biosicurezza viene verificata mediante apposita check list, presente sul Sistema Classyfarm. Tutte le misure di sorveglianza vengono gestite attraverso il Sistema Informativo SINVSA, disponibile sulla piattaforma VETINFO (help desk telefonico 800 08 22 80), dove è possibile scaricare le schede di prelievo per selvatici e domestici. Le modalità operative per l’applicazione del piano sono contenute all’interno delle linee guida elaborate in collaborazione col CEREP. Contestualmente, il Piano contiene misure di eradicazione in Sardegna, allo scopo di concludere il percorso di lotta alla malattia iniziato nella Regione da alcuni anni e avviato alla fase conclusiva. Il Ministero della Salute trasmette il Piano in data 21.01.2020 (Piano di sorveglianza e prevenzione in Italia e Piano di eradicazione in Regione Sardegna per il 2020).

Fonte IZSUM

Link utili:

 

5. Sorveglianza Regione Emilia Romagna

L’introduzione della PSA in Emilia-Romagna può avere un impatto economico elevatissimo. L’unico strumento a disposizione per contenere tale impatto è l’individuazione precoce dell’ingresso della malattia e l’attuazione tempestiva di misure di contenimento della sua diffusione.

Il sistema di allerta precoce si basa non solo sulla segnalazione da parte di tutti i soggetti interessati da fenomeni di mortalità elevata, ma anche sulla ricerca del virus della PSA su tutti i cinghiali trovati morti e suini morti in allevamento anche in assenza di mortalità anomale o di sintomatologia/lesioni riferibili a PSA. Questo tipo di sorveglianza è ritenuta da tutti gli esperti internazionali molto più efficace di quella condotta su suini/cinghiali sani vivi o macellati/cacciati, in quanto, in caso di presenza dell’infezione, vista l’elevata letalità della malattia, la probabilità di trovare il virus è molto più elevata sui soggetti rinvenuti morti.

E’ quindi fondamentale mettere in campo tutti gli strumenti che possano migliorare la sorveglianza sulle carcasse di cinghiale. Come Regione Emilia Romagna abbiamo:

  • Recepito il piano di sorveglianza nazionale e approvato le linee guida per l’applicazione del piano in regione Emilia-Romagna con delibera regionale n. 977/2020.
  • Istituito un nucleo di coordinamento tecnico con delibera regionale n. 977/2020, che in funzione della sua interdisciplinarità, ha lo scopo di affiancare l'Unità di Crisi Regionale nella gestione di una eventuale epidemia di Peste Suina Africana.
  • Attivato un numero regionale per segnalare la presenza di resti o carcasse di cinghiale ai servizi veterinari delle AUSL dell’Emilia-Romagna
  • Progettato la creazione di un Applicazione GIS da affiancare al numero regionale che per alcune tipologie di utenti può risultare di più immediato utilizzo per notificare ai servizi veterinari il ritrovamento di carcasse di cinghiali
  • Predisposto e coordinato la divulgazione capillare sul territorio regionale di tali materiali informativi destinati a diverse tipologie di destinatari, prodotti da noi e dal Ministero.

RISULTATI DELLA SORVEGLIANZA IN EMILIA-ROMAGNA (anno 2020 - anno 2021)

 

 

N.B. Il report sulla sorveglianza passiva nei suini domestici e selvatici in Emilia Romagna viene aggiornato su base mensile (Fonte dati Sorveglianza Epidemiologica Emilia-Romagna). Ad oggi tutti i campioni esaminati hanno avuto esito favorevole.

Report sulla sorveglianza passiva nei suini domestici e selvatici in Emilia Romagna, anno 2021

Report sulla sorveglianza passiva nei suini domestici e selvatici in Emilia Romagna, anno 2020

 

Consulta la normativa

  • REGOLAMENTO (EU) 429/2021 del 21 aprile 
  • REGOLAMENTO (UE) 2016/429 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 9 marzo 2016 relativo alle malattie animali trasmissibili e che modifica e abroga taluni atti in materia di sanità animale ("normativa in materia di sanità animale")
  • REGOLAMENTO  DI ESECUZIONE (UE) 2021/605 DELLA COMMISSIONE del 7 aprile 2021 che stabilisce misure speciali di controllo della peste suina africana
  • DECRETO LEGISLATIVO n. 54 del 20 febbraio 2004, Attuazione della direttiva 2002/60/CE recante disposizioni specifiche per la lotta contro la peste suina africana.

 Link Ministero della Salute

 

 6. Presentazioni e materiali di approfondimento

Presentazioni e materiali di approfondimento:

Presentazioni della Regione Emilia-Romagna

 

7. Come si combatte la malattia

Tutti i programmi di eradicazione efficaci si basano su un rapido rilevamento della malattia sul territorio mediante la segnalazione ai servizi veterinari delle Aziende USL di suini o cinghiali morti per l’esecuzione degli esami diagnostici.

E’ inoltre necessaria l’adozione immediata di drastiche misure di controllo. Negli allevamenti colpiti deve essere predisposto il depopolamento degli animali e la pulizia e la disinfezione dei locali per evitare la diffusione ad altri allevamenti. Vengono inoltre istituite zone con rigide misure di controllo della malattia e in particolare restrizioni delle movimentazioni dei suini allevati. Anche nel rilevamento della malattia nei cinghiali, viene istituita una ”zona infetta” con recinzioni, divieto di ingresso al pubblico, divieto di caccia, ricerca attiva delle carcasse da inviare alla distruzione.

 

 

8. Brochure e materiale informativo

PRESENTAZIONI DA PARTE DEL SERVIZIO COLLETTIVA E SANITA' PUBBLICA (Direzione generale cura della persona, salute e welfare Regione Emilia-Romagna):

  1. Organizzazione della regione  Emilia-Romagna per la gestione dell’emergenza (Luisa Loli Piccolomini – Eleonora Bertolani) - Webinar sulla Peste Suina Africna nei selvatici organizzato da IZSLER, 14/04/2021

  2. Corso FAD “Aggiornamenti sulla Peste Suina Africana” organizzato da IZSLER, 2021
  3. Organizzare la gestione dei focolai per fronteggiare l’emergenza prima che si manifesti (Luisa Loli Piccolomini) - Giornata della Suinicoltura, 02/12/2020

  4. Misure nazionali e comunitarie di lotta contro la malattia (Luisa Loli Piccolomini – Alessia De Lucia) - Corso sulla Peste Suina Africana interno alla AUSL di Ferrara, 13/11/2020

  5. L'applicazione del Piano Nazionale di sorveglianza e prevenzione della Peste Suina Africana in Regione Emilia-Romagna - Webinar “Settore lavorazione carni tra controlli e nuovi adempimenti in materia di origine” - organizzato da CNA 4/11/2020

  6. Riunione gruppo piano di sorveglianza della fauna selvatica della provincia di Ravenna (Luisa Loli Piccolomini – Alessia De Lucia) - 24/09/2020

 

BROCHURE E MATERIALE INFORMATIVO, CLICCA SULL'IMMAGINE PER SCARICARE IL PDF COMPLETO

            

    

 

   

   

 

 

Pubblicato il 5 gennaio 2021 — ultima modifica 21 maggio 2021 

 

 


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