Antibiotico resistenza

Cosa è l'antibiotico resistenza?

Con antibiotico resistenza si intende l'insensibilità di un batterio ad un antimicrobico. Lo sviluppo di resistenze è un fenomeno naturale ed inevitabile. L’uso di varie classi di molecole ad azione antimicrobica ha favorito la selezione e la diffusione di popolazioni resistenti di agenti batterici.

Uso responsabile degli antibiotici

Negli ultimi decenni però, l’abuso e l’utilizzo inappropriato degli antimicrobici sia in medicina umana quanto in medicina veterinaria hanno accelerato e favorito la diffusione dell'antibiotico resistenza ed il fenomeno si è aggravato notevolmente, diventando uno dei principali problemi affrontati dalla sanità pubblica a livello internazionale. E’ quindi doveroso prestare maggiore attenzione nella scelta e nelle modalità di impiego di questi farmaci, per limitare il più possibile la comparsa di organismi resistenti.

Un problema di sanità pubblica

Batteri ordinari, comunemente riscontrati nelle varie specie zootecniche, hanno sviluppato una maggiore resistenza nei confronti degli antimicrobici frequentemente utilizzati in medicina veterinaria, causando  sofferenza e mortalità negli animali e, di conseguenza, perdite di produzione, costi supplementari e possibili rischi professionali per gli allevatori.

Situazione attuale in medicina umana e veterinaria

In Italia, nel 2018 le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli 8 patogeni sotto sorveglianza si mantengono più alte rispetto alla media europea, tuttavia in generale si è osservato un trend in calo rispetto agli anni precedenti (fonte Epicentro).

  • Le percentuali di resistenza alle cefalosporine di terza generazione (29%) e ai fluorochinoloni (42%) in Escherichia coli si sono confermate molto maggiori rispetto alla media europea, anche se in leggero calo rispetto agli ultimi anni.
  • Si è osservata una diminuzione significativa nella percentuale di isolati di Klebsiella pneumoniae resistenti ai carbapenemi, che sono passati dal 37% nel 2016 al 30% nel 2018, mentre per E. coli anche se il valore si è confermato molto basso (0,6%) è risultato in leggero aumento rispetto agli anni precedenti. La resistenza ai carbapenemi è risultata comune, anche se in diminuzione, nelle specie Pseudomonas aeruginosa (16%) e Acinetobacter (82%).
  • Tra i batteri gram-negativi, nel 2018 il 33% degli isolati di K. pneumoniae sono risultati multi-resistenti (resistenti ad almeno tre classi di antibiotici), valore che si riduce al 15% per P. aeruginosa e a 11% per E. coli; una percentuale particolarmente alta (76%) è stata osservata per Acinetobacter.
  • Per Staphylococcus aureus, la percentuale di isolati resistenti alla meticillina (MRSA) si è mantenuta stabile intorno al 34%, mentre incrementi significativi si sono riscontrati nella percentuale di isolati di Enterococcus faecium resistenti alla vancomicina, passata dal 6% nel 2012 al 19% nel 2018. La tendenza in costante crescita è stata osservata anche a livello europeo.
  • Per Streptococcus pneumoniae si è osservata una tendenza alla diminuzione sia per la percentuale di isolati resistenti alla penicillina che per quelli resistenti all’eritromicina (fonte AR-ISS Sorveglianza nazionale dell’Antibiotico-Resistenza Rapporto N. 1 - I dati 2018)

Report EFSA e ECDC e Report EFSA per quel che riguarda l'antibiotico sia a livello Europeo che paese per paese.

Report ECDC "Sorveglianza del consumo di antimicrobici nell'UE / SEE"  e "Sorveglianza della resistenza antimicrobica in Europa 2018"

Report ISS "AR-ISS, Sorveglianza nazionale dell’Antibiotico-Resistenza I dati 2018"

 


Report della Regione Emilia Romagna "Sorveglianza dell’antibioticoresistenza e uso di antibiotici sistemici in Emilia-Romagna. Rapporto 2018"

Speciale Regione Emilia Romagna "Antibiotici, "efficaci se necessari": torna la campagna informativa regionale per un uso corretto"

 


Report dell'UE sulla resistenza antimicrobica in batteri zoonotici e indicatori nell'uomo e negli animali nel 2017.

 

 

 

 

 

Agenzia Italiana del Farmaco: "L'uso degli antibiotici in Italia"

28/11/2019

Il consumo di antibiotici in Italia, pari a 21,4 DDD/1000 ab die, è superiore alla media europea. Si è in presenza di una notevole variabilità regionale con valori più elevati al Sud e nelle Isole e inferiori al Nord.

Sono alcuni dei dati presentati nel secondo "Rapporto “L’uso degli antibiotici in Italia” dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che presenta i dati sul consumo e la spesa per questi farmaci nel nostro Paese nel 2018.

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