Farina fossile: un’alternativa sicura e naturale agli insetticidi tossici

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, una percentuale compresa tra il 20 % e il 40 % della produzione di colture a livello mondiale viene perduta a causa degli organismi nocivi.

Nel futuro, si prevede che questa cifra sia destinata a crescere a causa dei cambiamenti climatici e dell’aumento delle pratiche legate al trasporto di merci.

Un metodo inteso a prevenire le perdite di raccolto si fonda sugli insetticidi sintetici. Sebbene la loro utilità sia indubbia, l’accumulo di alcuni di essi nell’ambiente potrebbe danneggiare la fauna selvatica e la salute umana.

Concentrando l’attenzione sulla conservazione dei cereali, il progetto PestiSi, finanziato dall’UE, offre una soluzione innovativa: PestiSi è in grado di sostituire le fosfine e altre sostanze chimiche tossiche impiegate nella conservazione dei cereali, disponendo pertanto del potenziale per sostenere l’UE nel raggiungimento dei propri obiettivi nell’ambito della strategia «Dal produttore al consumatore», volti alla riduzione dell’impiego di pesticidi chimici e alla diminuzione del rischio associato.

 

L’ingrediente attivo presente all’interno di PestiSi è la farina fossile, una silice costituita da resti fossilizzati di fitoplancton.

Data di pubblicazione: 
04/01/2022
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