Microplastiche nelle acque potabili, 'call to action' per i contributi italiani alle azioni europee

La Direttiva (UE) 2020/2184 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano stabilisce la necessità di sviluppare strategie di monitoraggio e prevenzione incentrate sull’analisi di rischio sito-specifica, al fine di garantire la salubrità delle risorse idriche e, simultaneamente, prevenire e controllare un potenziale stato di inquinamento originato da parametri relativi a contaminanti emergenti, come le microplastiche, non attualmente regolamentati. La Commissione Europea, a tal fine, vuole individuare entro il 2024 una metodologia per il monitoraggio delle microplastiche in acque destinate al consumo umano, che permetta l’inserimento di quest’ultime nella “Watch List”, un Elenco di Controllo in cui vengono riportate sostanze emergenti che, potenzialmente, possono rappresentare un rischio per il consumatore, se presenti nelle acque destinate al consumo umano.

In Italia, al fine di definire un quadro nazionale di attività, funzionale alla richiesta di collaborazione a livello europeo, è stata valutata l’opportunità e necessità di definire un gruppo di lavoro nazionale, istituito presso il Ministero della Salute con coordinamento dell’ISS, nell’ambito del Dipartimento Ambiente e Salute, che coinvolga i diversi portatori d’interesse ed esperti in materia di ricerca e sorveglianza sulle microplastiche nelle acque destinate al consumo umano. Tale gruppo avrà anche lo scopo di contribuire all’elaborazione di un protocollo analitico nazionale per la determinazione e caratterizzazione delle microplastiche in acque destinate al consumo umano, da proporre in ambito europeo per la ricerca di una metodica condivisa tra gli Stati Membri.

Si invitano pertanto i gruppi di lavoro con comprovata esperienza in materia a inviare la propria manifestazione di interessi all’indirizzo mail mpacqua@iss.it entro il 31 marzo 2022, indicando il nome del referente, i membri del gruppo di lavoro, una breve sintesi delle attività e le pubblicazioni scientifiche inerenti.

L’acqua superficiale rappresenta uno dei principali veicoli di diffusione delle microplastiche nell’ambiente, perché in essa vengono convogliate plastiche da diverse fonti. Le acque superficiali possono rappresentare, a loro volta, un sito di ingresso delle microplastiche nella catena idropotabile con potenziale contaminazione delle acque destinate al consumo umano.

La presenza di microplastiche nelle acque potabili è stata riportata in diversi studi. I risultati in essi ottenuti sono risultati tuttavia difficilmente confrontabili, anche in virtù delle differenze che intercorrono in termini di campionamento, pretrattamento del campione e tecnica analitica utilizzata.

Sebbene i primi dati sull’efficacia di rimozione delle microplastiche dagli impianti di potabilizzazione abbiano dimostrato la capacità delle tecnologie di trattamento comunemente impiegate nel rimuovere in maniera non specifica questi contaminanti, vi è maggiore incertezza circa il destino di fibre e particelle di dimensioni minori.

Microplastiche nelle acque potabili

Data di pubblicazione: 
14/03/2022
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